Sono stati proclamati beati sabato scorso 6 giugno 2026 in Polonia don Jan Świerc e otto compagni, salesiani martiri del nazismo. La S. Messa di beatificazione a Cracovia, presso il Santuario di San Giovanni Paolo II, è stata presieduta dal card. Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei santi, in rappresentanza del Papa.
Nel saluto iniziale il card. Grzegorz Ryś, (arcivescovo di Cracovia) ha esortato i giovani a stringere amicizia con il più giovane dei nuovi beati, don Karol Golda, che allo scoppio della guerra, era sacerdote novello, e fu arrestato e ucciso ad Auschwitz perché confessava i soldati tedeschi, compresi quelli del personale del campo di concentramento. Il suo è un “amore folle, che supera ogni confine, vince il male con il bene, è inarrestabile”.
Gran parte di essi è legata all’Italia ed al Piemonte in particolare, avendo qui compiuti gli studi teologici e venendo ordinato qui prima di ritornare a svolgere il ministero in Polonia. Essi sono:
1) Jan Świerc nacque il 29 aprile 1877 e, dopo aver studiato tra i salesiani in Italia, fu ordinato sacerdote a Torino nel 1903. In seguito diresse diverse Case salesiane in Polonia, anche come parroco. Direttore e parroco della Casa di Cracovia fu un apprezzato predicatore. Il 23 maggio 1941 fu arrestato con altri confratelli dalla Gestapo e condotto nel carcere di Montelupich dove venne picchiato e torturato. Il 26 giugno 1941 venne trasferito nel campo di concentramento di Auschwitz e ucciso il giorno seguente.
2) Ignacy Antonowicz, nato il 14 luglio 1890 fu ordinato sacerdote a Roma nel 1916. Insegnante di teologia nello studentato salesiano di Foglizzo, fu cappellano militare nell’esercito polacco durante la Prima guerra mondiale. Inviato a Cracovia in qualità di direttore dello studentato teologico, svolse questo incarico fino all’arresto, avvenuto il 23 maggio 1941. Condotto ad Auschwitz fu maltrattato e picchiato. Ammalatosi gravemente, morì il 21 luglio 1941.
3) Ignacy Dobiasz, nato il 14 gennaio 1880, si formò negli studentati salesiani in Italia e venne ordinato sacerdote nel 1908. Tornato in Polonia svolse il ministero pastorale ed educativo in diverse località. Dal 1931 fu inviato come collaboratore parrocchiale a Cracovia. Il 23 maggio 1941 venne arrestato e deportato ad Auschwitz dove morì il 27 giugno seguente a causa dello sfinimento e delle percosse subite.
4) Karol Golda, nato il 23 dicembre 1914, studiò nelle case salesiane in Polonia per poi essere inviato a Roma dove fu ordinato sacerdote nel 1938. Tornato nel suo Paese per insegnare teologia nello studentato di Oświęcim, fu arrestato dalla Gestapo il 31 dicembre 1941 e, nel febbraio 1942, deportato ad Auschwitz dove fu fucilato il 14 maggio 1942.
5) Franciszek Harazim, nato il 22 agosto 1885, si formò negli studentati salesiani in Polonia e ad Ivrea dove, nel 1915, fu ordinato sacerdote. Tornò nel suo Paese per insegnare in alcune scuole salesiane e nel Seminario maggiore salesiano di Cracovia. Fu arrestato il 23 maggio 1941 e portato nel carcere di Montelupich e successivamente condotto nel campo di concentramento di Auschwitz dove, a causa di percosse e maltrattamenti, morì il 26 giugno 1941.
6) Ludwik Mroczek, nato l’11 agosto 1905, svolse la preparazione al sacerdozio in Polonia venendo ordinato nel 1933 e prestando la sua opera pastorale a Oświęcim, Leopoli, Częstochowa e altre località. Arrestato il 22 maggio 1941 fu condotto nel carcere di Montelupich e poi ad Auschwitz, dove morì il 5 gennaio 1942.
7) Włodzmierz Szembek, nato il 22 aprile 1883, appartenente a una nobile famiglia, si laureò in ingegneria, occupandosi dei possedimenti di famiglia fino al 1928, quando entrò nell’aspirantato salesiano di Oświęcim. Fu ordinato sacerdote a Cracovia nel 1934 e divenne segretario dell’ispettoria salesiana. Arrestato il 9 luglio 1942, fu imprigionato a Nowy Targ e poi condotto ad Auscwitz, dove morì il 7 settembre 1942.
8) Kazimierz Wojciechowski, nato il 16 agosto 1904, si formò negli studentati salesiani in Polonia e venne ordinato sacerdote nel 1935 a Cracovia. Svolse attività pastorale a Daszawa e a Cracovia ove fu arrestato il 23 maggio 1941. Deportato ad Auschwitz fu ucciso il 27 giugno 1941.
9) Franciszek Miśka, nato il 5 dicembre 1898, compì gli studi teologici a Torino dove venne ordinato sacerdote nel 1927. Svolse il suo ministero negli istituti salesiani e presso le parrocchie di diverse località della Polonia, fino ad essere incaricato della gestione dell’istituto salesiano di Ląd. Arrestato e condotto in diversi campi di prigionia, il 30 ottobre 1941 fu deportato a Dachau dove morì il 30 giugno 1942.
Questi martiri “hanno espresso fino in fondo – ha detto il card. Semeraro nell’omelia – usque ad effusionem sanguinis, la preziosità del carisma salesiano. Jan Świerc e i suoi Compagni furono guide concrete nell’educazione dei giovani, prendendosi cura dei poveri e dei sofferenti. Come San Giovanni Bosco, videro in ogni ragazzo, che conobbero nei campi delle parrocchie, nei cortili degli oratori o nelle aule di scuola, una pecorella amata, preziosa agli occhi del Signore. E se Don Bosco era solito dire ai ragazzi: ‘Io per voi studio, per voi lavoro, per voi vivo e per voi sono disposto anche a dare la vita’, essi la vita la donarono davvero come martiri di Cristo e della Chiesa: quando l’odio antireligioso, quando la violenza e l’ingiustizia, che imperversarono nel secolo scorso, cercarono di disperdere il gregge, non fuggirono”.

