Nessuno ne parla (o quasi)

Si aggrava la situazione di persecuzione religiosa in Nicaragua dove il dittatore Daniel Ortega se la prende con la Chiesa Cattolica, unica voce libera e liberante in una società soggiogata. Ha cacciato il Nunzio, dichiarando che la Chiesa di Roma è “una dittatura perfetta, corrotta e cattiva”, ha incarcerato preti e vescovi, mandandoli in esilio o minacciandoli. Accusato di violare quotidianamente i diritti umani risolve il problema rimuovendolo alla radice, cioè cancellando i diritti umani.

Ben coadiuvato dalla «padrona» del Nicaragua, Rosario Murillo, sua moglie, elevata al ruolo di co-presidente senza un voto, ma per volontà del tiranno.

Nel Paese dell’America Centrale, in occasione delle celebrazioni per il 131º anniversario della nascita di Augusto César Sandino, Ortega, con la moglie (e vice presidente) ha anche rilanciato gli attacchi contro gli Stati Uniti e contro gli oppositori del loro governo.

Dopo che nei giorni scorsi mons. Silvio Báez (vescovo ausiliare di Managua, in esilio negli Stati Uniti) aveva invitato la Chiesa a denunciare senza paura repressioni e ingiustizie, la vicepresidente, sostenendo che chi si oppone al sandinismo sarebbe mosso da “odio e invidia”, ha accusato alcuni religiosi rifugiati di usare i social network per “attaccare il proprio popolo” e di “servire il diavolo”.