La bellezza nella Parola

“Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi”. (At 2,1-4)

Guardiamo alla rappresentazione della Pentecoste che ne dà l’Orcagna (Andrea di Cione) con il fratello Jacopo, databile tra 1362- 65 nel grande trittico (195 x 287 cm.), dipinta per la Chiesa fiorentina dei S.S. Apostoli ed ora conservato nella Galleria dell’Accademia a Firenze.  

Nel pannello centrale, più grande, emerge al centro ed in posizione frontale la Madonna, circondata da 5 apostoli in ginocchio, mentre gli altri sei (non c’è più Giuda e non c’è ancora Mattia nel gruppo dei Dodici) si trovano in due gruppi disposti nei pannelli laterali. Essi sono inginocchiati lungo una direttrice trasversale che amplifica la profondità spaziale. Portano uno splendido nimbo dorato e decorato (ognuno diverso dall’altri, con alcuni motivi floreali) ed hanno ciascuno la fiammella dello Spirito Santo sulla testa, mentre nella tavola principale, in alto, si vede lo Spirito Santo sotto forma di colomba, tra due angeli in volo.

Caratteristici dell’Orcagna sono i volumi squadrati, la rigida frontalità, la gamma cromatica contenuta, mentre l’intervento del fratello si può notare in alcuni passaggi più morbidi e sfumati, con una costruzione dei volumi che accenna a una maggiore dolcezza. Il fondo oro richiama la divinità, che avvolge tutta la tavola. Belli e curiosi sono poi gli animali fantastici (come grifoni ed aquile che sputano fuoco) che popolano la cornice del dipinto dove su di essa si leggeva un’iscrizione settecentesca, rimossa durante il restauro. Vennero eseguitidall’Orcagna con una tecnica particolarissima e raffinatissima: una foglia d’argento sopra una foglia d’oro per dare un effetto bronzato alla superficie, animali fatti con un tratto unico che non consente né di sbagliare né di poter rimediare.