La bellezza nella Parola

“In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».” (Mt 28,16-20)


Fermiamoci a contemplare l’Ascensione di Cristo nell’interpretazione che dà Benvenuto Tisi da Garofolo (1476/81-1559), detto il Garofalo, pittore della scuola ferrarese, così soprannominato perché amava firmarsi con una piccola riproduzione del fiore (il garofalo o garofano).

Si tratta di un imponente dipinto a olio su tavola (314 × 204,5 cm.) realizzato tra il 1510 ed il 1520

per la chiesa di Santa Maria in Vado a Ferrara, ed oggi conservato presso la Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini a Roma.  Si può notare l’influenza del Rinascimento raffaellesco (in particolare la Trasfigurazione); per questo il Garofalo è noto come il “Raffaello ferrarese”. Il tutto unito a influenze venete nei colori e nel paesaggio, che si staglia sullo sfondo con villaggi, un lago, monti ed alberi.  

L’opera di caratterizza per la saldezza delle forme e la particolare cromaticità. Cristo è in alto, al centro, mentre sta elevandosi dal monte, avvolto giù dell’azzurro del Cielo, dove in uno squarcio delle nubi, si intravvedono le schiere dei beati che stanno attendendolo. Gesù è avvolto da un ampio mantello che lascia aperto il petto, in un corpo atletico e muscoloso, dove (come sulle mani e sui piedi) si vedono i segni della passione, mentre alza il braccio destro e con la mano indica il Cielo.

Nel secondo piano, in basso, si accalcano severi gli apostoli, con intense espressioni di stupore, seguendo uno schema piramidale, vestiti con ampi mantelli; alcuni osservano Cristo che ascende fra le nubi, altri si scambiano gesti e sguardi. I discepoli sono dodici (ha già inserito Mattia?) e tra essi si riconoscono alcuni: in basso, con lo sguardo rivolto al Cielo, Pietro ed. ai due lati, i due evangelisti (portano un libro in mano), Matteo a sinistra e Giovanni, il più giovane a destra.