Commemorazione del 25 aprile con l’intervento dell’avv. Sergio Favretto, saggista e storico della Resistenza

È stato l’avv. Sergio Favretto, saggista e storico della Resistenza, l’oratore ufficiale per la celebrazione in occasione della festa della liberazione dal nazi fascismo (nella ricorrenza del 25 aprile 1945) che si è tenuta domenica scorsa 26 aprile, in piazza Carlo Alberto. A fare gli onori di casa (a nome del sindaco Sandro Deambrosis, assente per altri impegni) è stato il vice sindaco Stefano Zoccola (rappresentando, anche come consigliere provinciale, il presidente della provincia Luigi Benzi) che ha salutato i presenti, tra cui il presidente del Consiglio comunale Sonia Carraro (che è intervenuta) i consiglieri Vincenzo Infantino, Gabriele Cia, Emanuela Aceto, il lgt Paolo Marrubio, il vice presidente del CCRR Adele Cia, il sindaco di Giarole Beppe Pavese…. È intervenuto l’assessore regionale (all’Autonomia, Sicurezza e Polizia locale, già presidente della provincia) Enrico Bussalino che ha ricordato le sue origini nella val Borbera, facendo memoria di un suo parente, parroco a Cantalupo ligure che nascondeva i partigiani in Chiesa, rischiando la propria vita, salvandoli dai rastrellamenti dei nazi fascisti.
Favretto è autore di diversi saggi sulla resistenza, nonché di diritto amministrativo e penale, con particolare attenzione al rapporto fra arte, beni culturali e diritto. Ha da sempre coltivato la ricerca sulla storia contemporanea e la Resistenza italiana. Egli ha messo in rilievo come la Festa della Liberazione sia un appuntamento con la nostra storia, un allenamento del pensiero e della nostra coscienza civile, perché mai come oggi, il 25 aprile ci può aiutare a capire il presente.
Egli ha inquadrato il tema della Resistenza come un grande fenomeno collettivo, soffermandosi sulle vicende in Monferrato ed in particolare nella sua parte pianeggiante (con connotati differenti dalla Resistenza di collina e di montagna), dove Occimiano partecipò e visse una propria Resistenza, come molti comuni del Monferrato.
Il racconto è andato al sacrifico del partigiano Luigi Lusona di Grazzano Badoglio (dove era il 23 aprile 1913), appartenente alla II Brigata della I Divisione Italo Rossi. Per questo era presente anche il sindaco di Grazzano Badoglio Mauro Rodini che è intervenuto facendo memoria del sacrificio del suo concittadino.
Favretto, servendosi anche di testimonianze raccolte da alcuni occimianesi negli anni scorsi (Olimpia Casalone, Mariuccia Figazzolo e Luigi Guaschino) ha rievocato quel pomeriggio del 24 aprile 1945, quando una cinquantina di uomini in uniforme, all’altezza del cimitero intercettarono due partigiani, dotati di fucile, mentre si nascondevano nei campi. Ci fu uno scontro a fuoco ed un’improvvisa mitragliata colpì il più giovane, che, ferito venne lasciato a terra, in una pozza di sangue. Soccorso da un contadino, tentò di portarlo all’ospedale, ma morì nelle sue braccia. Al termine una delegazione si è recata al cimitero dove è stata posta la lapide al partigiano Luigi Lusona, deponendo un mazzo di fiori.