Un messaggio forte è venuto dai Vescovi messicani (come riferisce Vatican news). Al termine dell’assemblea plenaria che si è conclusa il 16 aprile a Cuautitlán Izcalli, la Conferenza episcopale messicana ha diffuso un messaggio (a firma del presidente, mons. Ramón Castro Castro, e del segretario generale, mons. Héctor Mario Pérez Villareal) nel quale affronta in particolare la piaga della violenza e dell’insicurezza che attanaglia da tempo il paese. Nell’appello rivolto alla società civile i vescovi ricordano che tacere di fronte all’insicurezza significa “tradire il Vangelo” ed un Paese che normalizza la morte “perde la vita” perché “la violenza non solo distrugge esistenze ma corrompe anche la speranza.” Essi invitano a continuare a lavorare per la pace e la riconciliazione, che “non si costruisce con le armi o con i discorsi vuoti” ma attraverso azioni concrete, un processo che implica “denunciare le cause e combattere coloro che prosperano sulla sofferenza altrui”. Occorre adottare l’etica come via da seguire, vivendo ad una responsabilità condivisa tra autorità e società civile.
L’episcopato messicano fa riferimento anche al contesto internazionale caratterizzato da “guerra, cuori induriti, popolazioni e culture minacciate”, ricordando tuttavia che esistono opportunità per “camminare verso la riconciliazione e costruire la fraternità tra i popoli”, perché “la fraternità è la nuova frontiera dell’umanità”. I vescovi citano poi Leone XIV: “Basta con l’idolatria di sé stessi e del denaro! Basta con l’esibizione della forza! Basta con la guerra!”.
