Un appello interreligioso contro la guerra; è quello che è stato sottoscritto da oltre venti rappresentanti di Ebraismo, Cristianesimo ed Islam, promosso da Religions for Peacee dal Consiglio dei Saggi Musulmani Europei (Eulema), ed è stato condiviso in Italia dalla Comunità Religiosa Islamica Italiana. Ne ha parlato Vatican news (il 13 aprile 2026).
Nel documento si sottolinea che “mentre la famiglia umana si trova sull’orlo di un pericoloso precipizio, le nostre religioni ci chiamano a trovare il coraggio di essere costruttori di pace e noi accogliamo questa chiamata, pur rifiutando i modi in cui alcuni all’interno delle nostre comunità religiose hanno abusato e continuano ad abusare dei propri insegnamenti religiosi per fomentare la violenza”.
Si ricorda che il conflitto scoppiato il 28 febbraio scorso “ha già causato migliaia di morti, molti feriti e milioni di sfollati. Cittadini iraniani, israeliani, libanesi e comunità di tutti gli Stati del Golfo hanno subito bombardamenti missilistici, attacchi aerei e operazioni di terra. Gli scontri indiretti in Libano e Yemen si sono riaccesi con rinnovata intensità, mentre gli attacchi hanno preso di mira infrastrutture militari, energetiche, civili e nucleari. Sangue innocente ha macchiato la Terra Santa e l’intera regione. Questa è una profanazione della scintilla sacra che risiede in ogni persona.”
Vengono poi formulate cinque richieste concrete: la cessazione immediata di tutte le operazioni belliche; l’avvio di negoziati diplomatici inclusivi che affrontino i nodi strutturali della crisi; l’accelerazione degli aiuti umanitari attraverso una coalizione globale; la costruzione della fiducia tra le popolazioni mediante scambi culturali, dialogo interreligioso; l’istituzione di un processo di verità, giustizia riparativa e riconciliazione a lungo termine.
