La parola di Papa Leone

Mercoledì 25 marzo 2026, all’udienza generale, il Papa, proseguendo la catechesi sulla Lumen gentium, si è soffermato sulla forma gerarchica della Chiesa, approfondita nel capitolo terzo.

Gli Apostoli sono le colonne e fondamento della Chiesa che “possiede una dimensione gerarchica che opera a servizio dell’unità, della missione e della santificazione di tutte le membra.” Essi sono “testimoni autorevoli della risurrezione di Gesù” e da Lui “inviati in missione nel mondo”, custodendo il suo insegnamento e trasmettendo il ministero a uomini che, “fino al ritorno di Cristo, continuano a santificare, guidare e istruire la Chiesa grazie ai loro successori nella missione pastorale” come ricorda il Catechismo della Chiesa cattolica (n.857).

La costituzione gerarchica, non è una costruzione umane funzionale alla sua organizzazione, né un elemento successivo rispetto al popolo di Dio perché, “gli Apostoli furono simultaneamente il seme del nuovo Israele e l’origine della sacra gerarchia” (Ad gentes n. 5). È “una divina istituzione volta a perpetuare la missione data da Cristo agli Apostoli fino alla fine dei tempi.”

Lumen gentium vuole “esplicitare la struttura fondamentale della Chiesa, ricevuta da Dio Padre mediante il Figlio e portata a compimento con l’effusione dello Spirito Santo”, concentrandosi sul “sacerdozio ministeriale o gerarchico che differisce essenzialmente e non solo di grado dal sacerdozio comune dei fedeli, ricordando che questi sono ‘ordinati l’uno all’altro, poiché l’uno e l’altro, ognuno a suo proprio modo, partecipano dell’unico sacerdozio di Cristo”. (LG 10) Così parla di un ministero “trasmesso a uomini investiti di sacra potestas per il servizio nella Chiesa”, soffermandosi “sull’episcopato, (…) sul presbiterato e sul diaconato come gradi dell’unico sacramento dell’Ordine”.

Con l’espressione “gerarchica” la costituzione della Chiesa indica “l’origine sacra del ministero apostolico nell’azione di Gesù, Buon Pastore, nonché i suoi rapporti interni”. I vescovi e attraverso di loro i presbiteri e i diaconi, hanno dei compiti (i “munera”) per servire coloro che appartengono al Popolo di Dio, “affinché tendano liberamente e ordinatamente allo stesso fine e arrivino alla salvezza”. (LG 18)

Per questo più volte ed efficacemente “il carattere collegiale e comunionale di questa missione apostolica,” evidenziando come l’ufficio “che il Signore ha affidato ai pastori del suo popolo è un vero servizio, che nella sacra Scrittura è chiamato significativamente ‘diakonia’, cioè ministero”.  (LG 24)

Significativamente San Paolo VI parlava della “gerarchia” come una realtà “nata dalla carità di Cristo, per compiere, diffondere e garantire la trasmissione intatta e feconda del tesoro di fede, di esempi, di precetti, di carismi, lasciato da Cristo alla sua Chiesa”. Di qui l’invito alla preghiera perché il Signore mandi ministri “ardenti di carità evangelica, dediti al bene di tutti i battezzati e coraggiosi missionari in ogni parte del mondo”.

Chiediamoci:

  • Capisco che la dimensione gerarchica della Chiesa è al servizio dell’unità, della missione e della santificazione?
  • Guardo agli Apostoli come testimoni autorevoli della risurrezione di Gesù?
  • Conosco il Catechismo della Chiesa cattolica?
  • Vedo la Chiesa come istituzione voluta da Dio per perpetuare la missione data da Cristo agli Apostoli?
  • Comprendo la differenza tra sacerdozio ministeriale e sacerdozio comune dei fedeli?
  • Ne colgo il nesso vedendo come, ognuno a suo proprio modo, partecipano dell’unico sacerdozio di Cristo?
  • Cosa conosco dell’episcopato, presbiterato e diaconato come gradi dell’unico sacramento dell’Ordine?
  • Rifletto sul carattere collegiale e comunionale della missione apostolica?
  • Prego perché il Signore mandi ministri ardenti di carità evangelica, dediti al bene di tutti?