Nessuno ne parla (o quasi)

Le alluvioni hanno devastato il Malawi; una serie di piogge torrenziali che nella seconda metà di marzo hanno devastato il paese dell’Africa australe. Il problema più grave (come riferisce Vatican news) riguarda il distretto di Chikwawa, una zona del sud attraversata dal fiume Shire, che è esondato. “Agli allagamenti normali – dice Paola Germano, della Comunità di Sant’Egidio-  si è aggiunta una vera e propria alluvione: case e campi coltivati sono stati completamente inondati. Questo ha provocato un esodo di circa 20.000 persone”. Il governo ha allestito alcuni campi di raccolta, ma non si tratta di campi organizzati come quelli per i rifugiati ma di semplici aree con tettucci di plastica dove le persone cercano riparo dalla pioggia. “C’è poi – aggiunge Germano – un altro fattore decisivo: l’estrema povertà. Le case sono spesso di fango, quindi bastano poche ore di pioggia intensa per distruggerle. Chi vive in muratura, come in città, subisce meno danni, ma la maggioranza della popolazione è molto vulnerabile”.  

Sono le conseguenze del cambiamento climatico che in questa parte del continente africano ha effetti micidiali, come in Mozambico, soprattutto a Beira, deve si stanno verificando devastazioni enormi, con oltre 7.000 case distrutte e di circa 270.000 ettari di campi coltivati persi. Un problema anche per l’approvvigionamento alimentare del Paese. Inoltre c’è una forte carenza della presenza internazionale.