Un appello per cambiare rotta nella lotta alla crisi climatica e avviare una transizione energetica giusta. È quanto emerge dal manifesto congiunto degli organismi episcopali cattolici di Africa, America Latina e Caraibi, Asia, insieme ai rappresentanti della Chiesa in Europa e Oceania.
Il documento (“Towards peace with creation: an urgent call for a just transition beyond fossil fuels”) ribadisce l’importanza di “trasformare – si legge – parole e riflessioni in azioni fondate su responsabilità, giustizia ed equità per raggiungere una pace duratura, prendendoci cura del creato.”
In esso si riconosce la gravità della crisi ambientale che non è solo una questione ambientale, ma una crisi sociale, economica e spirituale e che ha visto negli ultimi tre anni un riscaldamento globale record, con siccità, alluvioni, perdita di biodiversità e migrazioni forzate. Per questo la transizione energetica non può essere solo un cambiamento tecnologico, ma deve essere “giusta”, per proteggere i lavoratori, le comunità e i territori.
C’è una responsabilità storica dei paesi industrializzati, con dovere morale di sostenere i Paesi in via di sviluppo processo di decarbonizzazione. Per questo si auspica la creazione di un Registro globale dei combustibili fossili per una transizione giusta ed equa, che consenta il monitoraggio della produzione e delle riserve. “Non possiamo rimanere indifferenti – si afferma – quando modelli economici e finanziari mettono a rischio la vita umana”. Il documento evidenzia l’impegno della Chiesa sui temi ambientali, che negli ultimi anni ha assunto un peso sempre più rilevante nel dibattito internazionale. Tutti devono sentirsi chiamati a contribuire alla costruzione di un modello di sviluppo capace di coniugare giustizia sociale e salvaguardia del pianeta per garantire una vita dignitosa alle comunità umane che abitano la Terra.
