La parola di Papa Leone

All’udienza generale, mercoledì 11 marzo 2026 il Papa ha proseguito la catechesi sulla “Lumen gentium”, riflettendo sul tema della Chiesa popolo di Dio, sviluppato in particolare nel secondo capitolo della costituzione conciliare.

E’ per “salvare ogni uomo” che Dio creatore compie “la sua opera di salvezza nella storia scegliendo un popolo concreto e abitando in esso”. Così chiama Abramo a cui promette una discendenza numerosa stringendo poi un’alleanza con il popolo d’Israele, la cui identità “è data dall’azione di Dio e dalla fede in Lui”, accompagnandolo e prendendosene cura. Israele è chiamato “a diventare luce per le altre nazioni” (cfr Is 2,1-5), ma tutto ciò, ricorda il Concilio, avvenne in preparazione e figura alla “nuova e perfetta alleanza che doveva concludersi con Cristo”. (LG 9)

È Lui che, “nel dono del suo Corpo e del suo Sangue, raccoglie in sé stesso e in modo definitivo questo popolo”. Ecco “la Chiesa: il popolo di Dio che trae la propria esistenza dal corpo di Cristo. e che è esso stesso corpo di Cristo. Non un popolo come gli altri, ma il popolo di Dio, convocato da Lui e fatto di donne e uomini provenienti da tutti i popoli della Terra”, il cui principio unificatore è la fede in Cristo. La Chiesa è quindi “l’assemblea di coloro che guardano nella fede a Gesù.” (LG 9) E’ il popolo messianico, che ha per capo Cristo, il Messia e se ne fa parte non per “meriti o titoli”, ma solo per “il dono di essere, in Cristo e per mezzo di Lui, figlie e figli di Dio”, perché ciò che conta “è l’essere innestati in Cristo, essere per grazia figli di Dio”. Nella Chiesa riceviamo “incessantemente la vita dal Padre”, in modo tale da “vivere come suoi figli e fratelli tra di noi”, vivendo la legge dell’amore ed avendo come meta il Regno di Dio, verso cui camminare con tutta l’umanità.

Essa “non può mai essere ripiegata in sé stessa, ma è aperta a tutti ed è per tutti”, perché “tutti gli uomini sono chiamati a formare il nuovo popolo di Dio. Perciò questo popolo, restando uno e unico, si deve estendere a tutto il mondo e a tutti i secoli, affinché si adempia l’intenzione della volontà di Dio, il quale in principio ha creato la natura umana una, e vuole radunare insieme i suoi figli, che si erano dispersi” (LG 13). Anche chi non conosce ancora il Vangelo è, in qualche modo, “orientato al popolo di Dio”. C’è posto per tutti nella Chiesa ed ogni cristiano è chiamato a “diffondere il Vangelo ovunque e a tutti, perché ciascuno possa entrare in contatto con Cristo”, con l’annuncio e la propria vita. Così la Chiesa “mostra la sua cattolicità, accogliendo le ricchezze e le risorse delle diverse culture”, offrendo insieme, “la novità del Vangelo per purificarle ed elevarle” (cfr LG, 13).

“È una ma include tutti”: ”arca unica della Salvezza – scriveva H. de Lubac – deve accogliere nella sua vasta navata tutte le diversità umane”. È un grande segno di speranza, soprattutto oggi “sapere che la Chiesa è un popolo in cui convivono, in forza della fede, donne e uomini diversi per nazionalità, lingua o cultura: è un segno posto nel cuore stesso dell’umanità, richiamo e profezia di quell’unità e di quella pace a cui Dio Padre chiama tutti i suoi figli.”

Chiediamoci:

  • Contemplo con gratitudine Dio che per salvare ogni uomo sceglie un popolo concreto ed abita in esso?
  • Guardo all’azione di Dio e alla fede in Lui che caratterizzano l’identità del popolo di Israele?
  • Vedo la vicenda del popolo di Israele come preparazione e figura alla “nuova e perfetta alleanza che doveva concludersi con Cristo?
  • Sento la gioia di appartenere al popolo di Dio che è la Chiesa?
  • Capisco che la Chiesa l’assemblea di coloro che guardano nella fede a Gesù?
  • Ripenso con gratitudine all’essere innestati in Cristo, essendo per grazia figli di Dio?
  • Cerco di vivere come figli di Dio e fratello nella Chiesa?
  • Vivo nella Chiesa che non è mai ripiegata in sé stessa, ma aperta a tutti ed è per tutti?
  • Mi impegno a diffondere il Vangelo ovunque e a tutti?
  • Guardo alla Chiesa, grande segno di speranza pe il mondo oggi?