La bellezza nella Parola

“Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. (…) Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare». Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.” (Gv 11,17.38-45)

Anche il grande Caravaggio si è cimentato sul tema della vita con la risurrezione di Lazzaro in un grande olio su tela (380×275 cm), dipinto nel 1609 ed ora conservato al Museo regionale di Messina.

Il punto focale della raffigurazione è Lazzaro, il cui corpo è ancora gonfio ed irrigidito dalla morte, ma che comincia a risvegliarsi alla vita spalando le braccia, aprendosi in un gesto che evoca la croce. Marta e Maria sono chine su di lui ed una, nel contatto con il suo viso, sembra infondergli il respiro, attraverso la bocca semi aperta ed il naso. Singolare è la scelta di tenere in ombra la figura di Cristo (a sinistra, con i classici colori iconografici) che suscita la vita in Lazzaro stendendo la mano, con l’indice destro puntato. La luce, che arriva da sinistra, è protagonista, facendo emergere con forza le figure sul fondo bruno; verso di essa guardano alcuni personaggi, tra i quali si può individuare un possibile autoritratto (nell’uomo di profilo, con le mani giunte in preghiera). Lo stupore per il miracolo lo si può cogliere nel volto della figura centrale, rivolto verso Gesù, con la fronte aggrottata e la bocca semi aperta. E’ una tela di fortissima suggestione che mostra gli interpreti dell’evento miracoloso tutti serrati in primi piano, su un fondo scuro che fa pensare all’interno di una chiesa come ambientazione architettonica. Il terreno è cosparso di ossa, forse legato al ritrovamento dei resti dei martiri Placido e compagni, accompagnato da una serie di miracoli, attribuiti alla loro intercessione.