Nessuno ne parla (o quasi)

Tra le tante notizie di violenza e guerre, ecco una bella notizia, riportata da Vatican news. E’ l’iniziativa congiunta, in Indonesia, di cristiani e di musulmani che, nel periodo di Quaresima e di Ramadan, lavorano insieme per la pace nel mondo. Dalle isole di Sumba e Bali alla capitale Jakarta sono numerosi gli incontri (alcuni di essi coinvolgono anche gli indù) che promuovono il dialogo e l’armonia fra le religioni nella nazione asiatica.

Ad esempio, sull’isola di Sumba, nell’est dell’arcipelago indonesiano, i fedeli della parrocchia Maria aiuto dei cristiani hanno invitato nei giorni scorsi i conterranei musulmani a un incontro di meditazione di testi sacri, preghiera, fraternità. L’incontro si è concluso con l’interruzione del digiuno compiuta insieme, un momento tipico del periodo sacro che i fedeli vivono, la Quaresima e il Ramadan. «A Sumba stiamo cercando di unire la comunità in un clima di fratellanza», ha aggiunto l’ulema Haji Ilyas Ismail. L’interruzione del digiuno nel mese di Ramadan, ha spiegato, «è un atto di culto sacro per i musulmani. Tuttavia, quando viene condivisa con fratelli e sorelle di fedi diverse, il valore della comunione è ancora più forte». «Anche se il cibo è semplice, il valore dell’atto di culto è straordinario», ha notato.

A livello istituzionale, (riferisce l’agenzia Fides), l’impegno comune per la pace si esprime il 13 marzo in un incontro organizzato a Jakarta, nella sede della Conferenza episcopale, dalla Commissione per le relazioni interreligiose dei vescovi indonesiani. Vi partecipano autorità civili, vescovi e sacerdoti, accanto a leader religiosi islamici e a esponenti della rete “Gusdurian”, rete è attiva in 130 città indonesiane e opera instancabilmente per promuovere la collaborazione interreligiosa; è ispirata ad Abdurrahman Wahid (1940-2009), storico presidente indonesiano detto “Gus Dur”, fortemente impegnato nel dialogo e nell’armonia fra le religioni nella nazione.