Dopo la parentesi degli esercizi spirituali, il Papa, mercoledì 4 marzo 2026, all’udienza generale, ha proseguito la sua catechesi sulla Lumen Gentium (LG), parlando della Chiesa come realtà visibile e spirituale. La Chiesa è “una realtà complessa” (cfr. LG n.8), non tanto perché sia difficile da spiegare, o per essere bimillenaria, “con caratteristiche diverse rispetto a ogni altra aggregazione sociale o religiosa.”
In latino indica, invece, “l’unione ordinata di aspetti o dimensioni diverse all’interno di una medesima realtà.” La Chiesa è, quindi, “un organismo ben compaginato, nel quale convivono la dimensione umana e quella divina, senza separazione e senza confusione.” E’ quindi “comunità terrena e corpo mistico di Cristo, assemblea visibile e mistero spirituale, realtà presente nella storia e popolo pellegrinante verso il cielo” (come ricorda LG 8 ed il Catechismo della Chiesa cattolica al n. 771).
Quella umana è più percepibile, in quanto “comunità di uomini e donne che condividono la gioia e la fatica di essere cristiani, con i loro pregi e difetti, annunciando il Vangelo e facendosi segno della presenza di Cristo che ci accompagna nel cammino della vita,” non solo una “organizzazione istituzionale”. La natura vera della Chiesa, infatti, non si capisce senza la dimensione divina, che non consiste in una perfezione ideale, “ma nel fatto che la Chiesa è generata dal disegno d’amore di Dio sull’umanità, realizzato in Cristo.” Due dimensioni che si integrano armoniosamente, senza sovrapporsi; così la Chiesa “accoglie l’uomo peccatore e lo conduce a Dio.” Il riferimento è alla vita di Cristo; chi lo incontrava sperimentava la sua umanità e lo seguiva “spinto proprio dall’esperienza del suo sguardo ospitale, dal tocco delle sue mani benedicenti, dalle sue parole di liberazione e di guarigione,” aprendosi, così, all’incontro con Dio. Tutto in Gesù manifesta “in modo visibile il Dio invisibile”.
Guardando da vicino la Chiesa, si scopre una dimensione “fatta di persone concrete, che a volte manifestano la bellezza del Vangelo e altre volte faticano e sbagliano come tutti”, ma proprio in essi “si manifestano la presenza di Cristo e la sua azione di salvezza”. Non c’è opposizione tra Vangelo e istituzione, ma le strutture ecclesiali servono alla “realizzazione e concretizzazione del Vangelo nel nostro tempo” (Benedetto XVI, Discorso ai vescovi svizzeri, 9 novembre 2006). “Non esiste una Chiesa ideale e pura, separata dalla terra, ma solo l’unica Chiesa di Cristo, incarnata nella storia.”
Si capisce allora come la santità della Chiesa sta nell’abitazione di Cristo in essa, continuando “a donarsi attraverso la piccolezza e fragilità dei suoi membri”. Così, contemplando questo miracolo, si comprende il “metodo di Dio” che “si rende visibile attraverso la debolezza delle creature, continuando a manifestarsi e ad agire”. Al riguardo, papa Francesco esortava tutti a imparare “a togliersi i sandali davanti alla terra sacra dell’altro” (Evangelii gaudium, n. 169). In questo modo si edifica la Chiesa, non solo nelle forme visibili, ma “costruendo quell’edificio spirituale che è il corpo di Cristo”, con la comunione e la carità che genera la presenza del Risorto. Essa solo “vince tutte le cose, e senza di essa tutte le cose non valgono niente; ovunque essa si trovi, tutto attira a sé.” (S. Agostino, Serm. 354,6,6).
Chiediamoci:
- Ho mai provato a leggere la Lumen gentium?
- Ho mai riflettuto sull’identità della Chiesa?
- In cosa consiste la complessità della Chiesa?
- Guardo ad essa come comunità terrena e corpo mistico di Cristo, presente nella storia e popolo pellegrinante verso il cielo?
- Comprendo che la Chiesa, comunità di uomini e donne, è generata dal disegno d’amore di Dio sull’umanità?
- Contemplo la vita di Gesù, perché, conquistato dalla sua umanità, possa aprirmi all’incontro con Dio?
- Capisco come la Chiesa accolga l’uomo peccatore e lo conduca a Dio?
- Vedo come la Chiesa sia fatta di persone concrete, che pur nella loro fragilità, manifestano la presenza di Cristo e la sua azione di salvezza?
- Imparo a togliermi i sandali davanti alla terra sacra dell’altro?
- Cerco di vivere la carità che vince tutte le cose e tutto attira a sé?
