“In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo». Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.” (Gv 9,1-7)

Duccio di Buoninsegna rappresenta la guarigione del cieco nato come nel racconto di Marco e Luca, mentre Giovanni è più sintetico. L’artista dipinge in sequenza le due fasi del miracolo, in uno scomparto della predella della Maestà del Duomo di Siena (1308-1311, ora conservato allaNational Gallery di Londra), mostrando Gesù che, benedicendolo, tocca gli occhi del giovane, che, appoggiato al bastone, sembra non rendersi conto di quello che sta succedendo. E’ un’attenzione realistica e patetica vero il medicante (con le vesti misere e lacere rispetto a quelle degli apostoli) piuttosto rara nella pittura sacra medievale. Il cieco con il bastone nella mano sinistra, porta appesa a tracolla una borraccia. Quando incontra Gesù, al centro della scena (con i classici colori iconografici) che gli tocca gli occhi, alza verso di essi la mano destra. Gesù, allora, lo manda a lavarsi nella piscina di Siloe, a forma di vasca in pietra con acqua corrente, (ecco la seconda scena sulla destra): ora il bastone è a terra, perché non gli serve più, ci vede! Dopo il miracolo c’è una grande meraviglia nei suoi gesti. Lo sguardo verso l’alto è un segno di ringraziamento a Dio, ma è anche lo stupore di poter finalmente vedere il cielo e la luce, che è pure quella della fede mentre l’acqua richiama quella del Battesimo. I discepoli (formano un gruppo compatto dietro al Signore sulla sinistra) sono molto attenti a quello che sta facendo e uno di loro (al centro del gruppo, tra Pietro e Giovanni) ci guarda per invitarci ad entrare nella scena. L’ambiente architettonico, poi, ricorda che il miracolo è avvenuto nei pressi di Gerusalemme, mentre la polvere richiama la nostra condizione umana e la saliva va ad indicare la Parola di Dio.
