“Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà». (Gv 2,13-17)”

L’episodio evangelico, spesso rappresentato nella storia dell’arte, trova un suo esempio nell’opera di Francesco Boneri detto Cecco di Caravaggio (così soprannominato perché di Michelangelo Merisi fu allievo e modello, eseguito tra il 160 ed 1615, ad olio su tela ed ora conservato a Berlino presso la Gemäldegalerie.
La scena è ambientata sotto i portici del cortile esterno del Tempio di Gerusalemme, dove, soprattutto nei giorni di festa, era attivo un fiorente mercato, con cambiavalute e vendita di animali (colombe, agnelli e buoi) da offrire in sacrificio. Nel dipinto, su uno sfondo classicheggiante appare Gesù (con i classici colori iconografici) sulla destra che, scendendo una scalinata, reagisce con estrema energia e veemenza, usando una sferza fatta intrecciando alcune cordicelle, contro coloro che, con i loro mercanteggiamenti, profanano il Tempio. C’erano banchi di cambiavalute (indispensabili per i pellegrini che venivano da altre regioni) e vendite di animali da offrire in sacrificio, come colombe e agnelli. Il Tempio stesso, poi, era attraversato dai mercanti e dai facchini per evitare il lungo periplo. Forte e l’impressione che l’artista riesce a rendere nei mercanti (vestiti in abiti del XVI secolo) che si tirano indietro spaventati di fronte all’energica reazione di Cristo. Uno di questi è raffigurato riverso a terra mentre cerca di racimolare alcune monete, preso come simbolo della cupidigia umana. Si notano poi alcuni animali, condotti nel cortile, per essere venduti come offerte sacrificali nel Tempio, durante il periodo pasquale. E’ interessante, poi, notare alcuni dettagli, resi con grande cura, spesso di valore simbolico, come il banco dei cambiavalute che è appoggiato sopra un’ara greco-romana.
