La bellezza nella Parola

“La Pasqua dei Giudei era vicina e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio quelli che vendevano buoi, pecore, colombi, e i cambiavalute seduti. Fatta una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori dal tempio, pecore e buoi; sparpagliò il denaro dei cambiavalute, rovesciò le tavole, e a quelli che vendevano i colombi disse: «Portate via di qui queste cose; smettete di fare della casa del Padre mio una casa di mercato». E i suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi consuma»”. (Gv 2,13-17)

A rappresentare la scena è Francesco Boneri, detto Cecco del Caravaggio, di cui fu allievo, modello, collaboratore, mostrando uno stile assai facilmente riconoscibile che, pur rimanendo molto legato ai modi del maestro, rappresenta una delle voci più originali nell’ambito del caravaggismo europeo. L’opera (datata tra il 1610 e 1615), la più famosa del pittore lombardo, è conservata a Berlino (Gemäldegalerie), si rivela capace di novità negli impianti iconografici, virtuoso di una pittura straordinaria, implacabile nella definizione delle forme, dei contorni, nel colore.

Siamo sotto i portici del cortile esterno del Tempio di Gerusalemme, interpretato secondo una prospettiva classica, dove c’era un mercato, fiorente soprattutto nei periodi di festa come la Pasqua, che offriva ai pellegrini animali da offrire in sacrificio, insieme ai cambiavalute (con il banco, appoggiato sopra un’ara greco-romana) per sostituire la moneta “pagana” con quella del santuario, al fino di non profanarlo. Gesù (con i tipici coloro iconografici), segnato sul capo da un’aureola appena accennata, ha in mano una sferza di cordicelle (particolare proprio del vangelo giovanneo) contro i venditori profanatori del Tempio. Essi (vestiti alla maniera del XVII secolo) si tirano indietro, spaventati dalla reazione del Maestro. Sembra quasi di sentire le grida dei mercanti spaventati, il rumore dei banchi gettati a terra, i versi degli animali, lo zelo di Gesù …

Uno di essi (con la testa calva) è a terra, intento a racimolare alcune monete, assurge a simbolo della cupidigia umana. Si notano poi alcuni animali (come i buoi) condotti nel cortile del Tempio per essere venduti come offerte sacrificali.