NUOVI SANTI a cura di Gian Paolo Cassano

E’ stato proclamato beato lo scorso 31 ottobre (nella cattedrale di Hartford, in una cerimonia presieduta dal card. Joseph William Tobin, inviato come delegato del Papa) padre Michael Mc Givney, fondatore dei Cavalieri di Colombo. Domenica 1 novembre, all’Angelus, il Papa ha ricordato come “impegnato nella evangelizzazione si prodigò per sovvenire alle necessità dei bisognosi, promuovendo il mutuo soccorso. Il suo esempio stimoli tutti noi a testimoniare sempre più il vangelo della carità”. Il sacerdote americano, nuovo beato, fondò “I Cavalieri di Colombo” l’associazione cattolica impegnata in numerose opere di carità.
Nello spirito del fondatore i cavalieri sono sempre a disposizione dei loro fratelli, pronti al sacrificio di sé stessi per difendere i più deboli. Proprio come i sacerdoti: così era Michael Mc Givney, L’associazione cattolica dei Cavalieri di Colombo nacque nel 1882 ad Hartford, nel Connecticut. Quattro i pilastri che uniscono e guidano i cavalieri tra le: carità, unità, fratellanza e patriottismo; principi cardine dai quali ancora oggi, a quasi 140 anni di distanza, si fanno ispirare.
Era nato a Waterbury il 12 agosto 1852 in una famiglia di immigrati irlandesi. Conosce presto l’amore di una famiglia che vive il vangelo e numerosa (13 figli), per cui, è costretto dalle circostanze a lasciare gli studi per lavorare in una fabbrica di cucchiai di ottone per sopravvivere.
A 16 anni, però, Michael sente fortemente la chiamata del Signore, lascia il lavoro per riprendere gli studi, prima in Canada, poi negli States quando è chiamato dal vescovo di Hartford e finalmente viene ordinato sacerdote a Baltimora il 22 dicembre 1877. La sua prima esperienza in Parrochia (St. Mary a New Haven), ma padre Michael non si risparmia tra l’insegnamento del catechismo, la lotta alla piaga dell’alcolismo e l’assistenza materiale e spirituale delle famiglie sopraffatte dalla povertà e dalla malattia.
Qui matura l’idea di costituire una società fraterna che si occupi del rafforzamento della fede religiosa e anche dei bisogni finanziari degli assistiti. Così, nel 1882, appoggiato da alcuni laici, fonda i “Figli di Colombo”, nome scelto ad hoc per fondere insieme l’anima cattolica con quella profondamente americana dell’associazione. In seguito il nome cambierà da “figli” a “cavalieri” in omaggio ai molti membri irlandesi dell’organizzazione. Fin dall’inizio, la fondazione viene accolta come una benedizione e si moltiplicano le adesioni di quanti desiderano rimboccarsi le maniche per “mettere in pratica” la loro fede. Anche nella nuova parrocchia di Thomaston continua il suo lavoro apostolico, mentre l’associazione si espande. A Thomaston padre Michael resta fino alla morte, sopraggiunta il 14 agosto 1890, quando lui ha appena 38 anni. Ora in tutto il mondo operano un milione e 700.000 cavalieri che ogni anno contribuiscono al bene comune con 61 milioni di ore di servizio al prossimo e con 130 milioni di dollari di raccolte fondi. Hanno oltre 12.000 uffici e sono attivi in 13 Paesi. È sulle loro gambe che cammina il carisma del fondatore, e sono le loro mani, rigorosamente con le maniche rimboccate all’insù, che, sporcandosi ogni giorno, ne hanno raccolto l’eredità.

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