NESSUNO NE PARLA (O QUASI)

NESSUNO NE PARLA (O QUASI)
news quasi sconosciute
a cura di Gian Paolo Cassano

C’è da registrare una presa di posizione della Conferenza episcopale svizzera (Ces) in merito al prossimo referendum del 27 novembre in cui i cittadini elvetici saranno chiamati a decidere se chiudere o meno entro 45 anni le centrali nucleari nel Paese. Infatti una nota della Commissione episcopale giustizia e pace afferma che uscire dal nucleare “è fattibile ed auspicabile sotto un profilo sia pratico, sia etico”. È l’invito a votare “sì”. Ora “un approvvigionamento affidabile di energia – sottolinea la nota – costituisce senz’altro un bene. Un’uscita dal nucleare ci pone dinanzi a grandi sfide, perché le decisioni che prendiamo oggi coinvolgono la nostra generazione e le future”. Secondo la Commissione, “il pericolo di penuria di energia elettrica è debole”, perché attualmente l’’Europa produce energia più che sufficiente al suo fabbisogno e questo “nonostante alcune centrali nucleari siano state messe fuori uso per motivi tecnici già da un po’ di tempo. Del resto la diffusione dell’energia eolica e solare ha radicalmente modificato il mercato dell’energia e la sua offerta”. 
I vescovi, richiamandosi all’insegnamento del Papa (nell’enciclica “Laudato si’”) sottolineano che “la salvaguardia del Creato costituisce  un compito essenziale di ogni cristiano e ogni cristiana”. E “il principio di solidarietà” a richiamare la nostra “responsabilità verso le generazioni future.” Per questo “un abbandono del nucleare politicamente avallato offre le premesse d’una buona pianificazione energetica e ci sfida a ripensare da oggi il nostro stile di vita e le nostre esigenze”.
Gian Paolo Cassano

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