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La Parola di Papa Benedetto

LA PAROLA DI PAPA BENEDETTO
a cura di Gian Paolo Cassano

Sull’unità dei cristiani si è fermato il Papa nel corso dell’udienza generale di mercoledì 18 gennaio, nel primo giorno dell’ottavario di preghiera, in cui “l’impulso impresso dal Concilio Vaticano II alla ricerca della piena comunione tra tutti i discepoli di Cristo trova ogni anno una delle sue più efficaci espressioni”. I Padri conciliari avevano posto la ricerca ecumenica al centro della vita della Chiesa: incoraggiando i fedeli a partecipare “con slancio all’opera ecumenica” che “appartiene – scrive Giovanni Paolo II nell’Ut unum sint (n.9) - invece all’essere stesso di questa comunità”.
Siamo consapevoli che “l’unità verso cui tendiamo – ha affermato Benedetto XVI - non potrà essere solo il risultato dei nostri sforzi, ma sarà piuttosto un dono ricevuto dall’alto, da invocare sempre”.
Il tema di quest’anno porta a riflettere sul significato di “vittoria” e “sconfitta”, vittoria capace di trasformare l’uomo, non per la strada del “potere e la potenza”, ma attraverso “l’amore, il servizio reciproco, la nuova speranza e il concreto conforto” agli “ultimi, ai dimenticati, ai rifiutati”.
Infatti “per tutti i cristiani, la più alta espressione di tale umile servizio è Gesù Cristo stesso, il dono totale che fa di Se stesso, la vittoria del suo amore sulla morte, che splende nella luce del mattino di Pasqua. Noi possiamo prendere parte a questa ‘vittoria’ trasformante se ci lasciamo trasformare da Dio, solo se operiamo una conversione della nostra vita”.
Non si tratta solo di cooperazione, “occorre rafforzare la nostra fede in Dio, nel Dio di Gesù Cristo, che ci ha parlato e si è fatto uno di noi; occorre entrare nella nuova vita in Cristo, che è la nostra vera e definitiva vittoria; occorre aprirsi gli uni agli altri, cogliendo tutti gli elementi di unità che Dio ha conservato per noi e sempre nuovamente ci dona; occorre sentire l’urgenza di testimoniare all’uomo del nostro tempo il Dio vivente, che si è fatto conoscere in Cristo”.
L’ecumenismo “è una grande sfida per la nuova evangelizzazione, che può essere più fruttuosa se tutti i cristiani annunciano insieme la verità del Vangelo di Gesù Cristo e danno una risposta comune alla sete spirituale dei nostri tempi”.
Domenica 22 gennaio all’Angelus è tornato ancora sul tema invitando a “riconoscere e accogliere la forza trasformante della fede in Gesù Cristo sostiene i cristiani anche nella ricerca della piena unità tra di loro”.
Così ha ricordato che “la nostra ricerca di unità può essere condotta in maniera realistica” solo se “lasciamo agire Dio”, poiché l’unità visibile è “sempre opera che viene dall’alto, da Dio, opera che chiede l’umiltà di riconoscere la nostra debolezza e di accogliere il dono” ed “esige dunque il nostro quotidiano impegno di aprirci gli uni agli altri nella carità”. Allora “il tempo che dedicheremo alla preghiera per la piena comunione dei discepoli di Cristo ci permetterà di comprendere più profondamente come saremo trasformati dalla sua vittoria, dalla potenza della sua risurrezione”.
Gian Paolo Cassano

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