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NESSUNO NE PARLA (O QUASI) news quasi sconosciute a cura di Gian Paolo Cassano

Sono più di 300 le persone, che, dall’inizio dell’anno, sono morte a causa delle violenze in corso nella provincia di Ituri, nella repubblica Democratica del Congo. Solamente tra aprile e maggio, l’agenzia Onu ha ricevuto più di 100 denunce di gravi violazioni dei diritti dei bambini. Si calcola che siano oltre 200.000 le persone, per la maggior parte bambini, fuggite dall’inizio dell’anno a causa dell’intensificarsi delle violenze (come riferisce Vatican news). E’ uno dei tanti drammi che spessano passano sotto silenzio.
Il 3 giugno scorso in un attentato sono morte 16 persone, tra cui cinque giovani sotto i 15 anni.
“Condanniamo con la massima fermezza questo attacco a bambini innocenti - ha dichiarato Edouard Beigbeder, rappresentante del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia nella RDC - Non dovrebbero mai pagare il prezzo di tali spregevoli atti di violenza. Chiediamo a tutte le parti di rispettare i diritti delle donne e dei bambini”. Secondo i rapporti verificati dall’Onu, l’attacco ha avuto luogo a Moussa, un villaggio nella zona di Djugu, a nord della capitale dell’Ituri, Bunia. Le 16 persone sono ritornate e sono state uccise da colpi d’arma da fuoco e coltelli. Di conseguenza, decine di persone sono fuggite da Moussa e si sono rifugiate nei villaggi vicini. Per questo l’Unicef ha avvertito che la situazione della sicurezza nell’Ituri si sta deteriorando rapidamente e ha invitato la comunità internazionale e il governo della RDC ad agire rapidamente per evitare una crisi che sradicherà con la forza e metterà in pericolo un numero ancora maggiore di bambini.

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