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LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO a cura di Gian Paolo Cassano

Domenica 25 luglio, all’Angelus, il Papa, commentando il Vangelo domenicale, ha messo in rilievo come sia la logica del dono è dunque alla base del miracolo compiuto da Cristo. E’ la logica della piccolezza e del dono, opposta a quella umana che tanto ama moltiplicare e preferisce le addizioni alle divisioni. Anzi, alle con-divisioni. “È curioso che nei racconti della moltiplicazione dei pani presenti nei Vangeli non compare mai il verbo moltiplicare” ma che “i verbi utilizzati sono di segno opposto: spezzare, dare, distribuire”. Potrebbe sembrare un paradosso ma, mentre noi desideriamo moltiplicare per il nostro bene, è “la divisione, la condivisione, che accresce l’amore e permette a Dio di compiere prodigi”. Francesco ha suggerito di mettersi “al posto di quel ragazzo” a cui i discepoli “chiedono di condividere tutto quello che ha da mangiare. Sembra una proposta insensata. Perché privare una persona, per lo più un ragazzo, di quello che si è portato da casa e ha il diritto di tenere per sé? Perché togliere a uno ciò che comunque non basta a sfamare tutti? Umanamente è illogico. Ma per Dio no. Anzi, proprio grazie a quel piccolo dono gratuito, e perciò eroico, Gesù può sfamare tutti. È un grande insegnamento per noi. Ci dice che il Signore può fare molto con il poco che gli mettiamo a disposizione.”
Il Papa ha reso poi attuale l’invito di Gesù, calandolo in una delle realtà di oggi più drammatiche, la fame e la malnutrizione: “anche oggi il moltiplicarsi dei beni non risolve i problemi senza una giusta condivisione. Viene alla mente la tragedia della fame, che riguarda in particolare i più piccoli.” Così, davanti a questo scandalo, il Papa ha incoraggiato a non aver paura di mettere a disposizione di Cristo e dei fratelli anche il poco che si possiede: “Gesù rivolge anche a noi un invito, un invito simile a quello che probabilmente ricevette il ragazzo del Vangelo, che non ha nome e nel quale possiamo vederci tutti noi” donando il nostro poco, i nostri talenti e beni, mettendoli “a disposizione di Gesù e dei fratelli. Non temere, nulla andrà perso, perché, se condividi, Dio moltiplica. Scaccia la falsa modestia di sentirti inadeguato, fidati. Credi nell’amore, credi nel potere del servizio, credi nella forza della gratuità”.
Ha fatto poi riferimento alla Prima Giornata Mondiale dei nonni e degli anziani, invitando a celebrare questa Giornata in ogni comunità e ad andare a trovare i nonni e gli anziani, quelli che sono più soli, per consegnare loro il suo messaggio, ispirato alla promessa di Gesù: “Io sono con te tutti i giorni”. Il Signore aiuti coloro che sono “più avanti negli anni a rispondere alla sua chiamata in questa stagione della vita, e mostri alla società il valore della presenza dei nonni e degli anziani, soprattutto in questa cultura dello scarto. I nonni hanno bisogno dei giovani e i giovani hanno bisogno dei nonni: devono colloquiare, devono incontrarsi! I nonni hanno la linfa della storia che sale e dà forza all’albero che cresce”. Per questo ha citato il passo di un poeta (“Tutto quello che l’albero ha di fiorito viene da quello che è sotterrato”) evidenziando come “senza il dialogo tra i giovani e i nonni” la storia e la vita non vadano avanti. “C’è bisogno di riprendere questo, è una sfida per la nostra cultura. I nonni hanno diritto a sognare guardando i giovani, e i giovani hanno diritto al coraggio della profezia prendendo la linfa dai nonni. Per favore, fate questo: incontrare nonni e giovani e parlare, colloquiare. E farà felici tutti.”

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