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La Parola di Papa Benedetto

LA PAROLA DI PAPA BENEDETTO

a cura di Gian Paolo Cassano

Fede e ragione: un rapporto di concordia. Ne ha parlato il Papa nel corso dell’Udienza generale dello scorso 16 giugno, incentrando la propria catechesi sulla figura di San Tommaso d’Aquino.

Benedetto XVI si è soffermato sull’insegnamento e sul metodo teologico dell’Aquinate, fondato sullo sforzo di discernere “la coerenza delle verità della fede cristiana con l’aiuto della ragione umana, sempre illuminata dalla fede”  che “consolida, integra e illumina il patrimonio di verità che la ragione umana da sé acquisisce.”

Egli ha ricordato gli ambiti di fede (che “accetta una verità in base all’autorità della Parola di Dio che si rivela”) e di ragione (che “accoglie una verità in forza della sua evidenza intrinseca, mediata o immediata”),

La fede – ha aggiunto il Papa - protegge la ragione da ogni tentazione di sfiducia nelle proprie capacità, la stimola ad aprirsi a orizzonti sempre più vasti, tiene viva in essa la ricerca dei fondamenti e, quando la ragione stessa si applica alla sfera soprannaturale del rapporto tra Dio e uomo, arricchisce il suo lavoro”.

Infatti tutta la storia della teologia cristiana è “l’esercizio di questo impegno di intelligenza, che mostra l’intelligibilità della fede, la sua capacità di promuovere il bene dell’uomo”.

La Grazia, insegna S. Tommaso, “non annulla, ma suppone e perfeziona la natura umana”. Essa “è un dono assolutamente gratuito con cui la natura viene guarita, potenziata e aiutata a perseguire il desiderio innato nel cuore di ogni uomo e di ogni donna: la felicità”.

Così, con San Tommaso potremmo dire a Dio: “concedimi, ti prego, una volontà che ti cerchi, una sapienza che ti trovi, una vita che ti piaccia, una perseveranza che ti attenda con fiducia e una fiducia che alla fine giunga a possederti”.

Domenica 20 giugno, in San Pietro, il Papa ha ordinato 14 nuovi preti per la diocesi di Roma, affermando come il vero sacerdote non aspiri ad accrescere il proprio prestigio personale: “chi vuole soprattutto realizzare una propria ambizione, raggiungere un proprio successo sarà sempre schiavo di se stesso e dell’opinione pubblica”. Li ha invitati a conformarsi alla volontà di Dio, testimoniando il Vangelo con coraggio, senza cedere alle mode e alle opinioni del momento: “la Chiesa ha bisogno di ciascuno di voi, consapevole come è dei doni che Dio vi offre e, insieme, dell’assoluta necessità del cuore di ogni uomo di incontrarsi con Cristo, unico e universale salvatore del mondo, per ricevere da lui la vita nuova ed eterna, la vera libertà e la gioia piena”.

All’Angelus, Benedetto XVI ha rivolto un pressante appello per la pace in Kirghizistan e (nella Giornata Mondiale del rifugiato) ha voluto “richiamare l’attenzione ai problemi di quanti hanno lasciato forzatamente la propria terra”, auspicando che essi possano “trovare accoglienza ed essere riconosciuti nella loro dignità e nei loro diritti fondamentali.”

Il Papa ha ribadito il senso della chiamata a seguire Gesù “sulla strada impegnativa dell’amore fino alla Croce”, cioè “impegnarsi per sconfiggere il peccato che intralcia il cammino verso Dio”, accrescere la fede “soprattutto dinnanzi ai problemi, alle difficoltà, alla sofferenza”, sull’esempio di Edith Stein, che ha testimoniato la fede in un tempo di persecuzione.

Gian Paolo Cassano

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