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La Parola di Papa Benedetto

LA PAROLA DI PAPA BENEDETTO
a cura di Gian Paolo Cassano

La ricchezza dei Salmi nella preghiera cristiana; lo ha ricordato il Papa nell’udienza di mercoledì 16 novembre “preziose preghiere” compagne della quotidianità di un credente.
Di qui l’invito a tutti “a pregare con i Salmi, magari abituandosi a utilizzare la Liturgia delle Ore della Chiesa, le Lodi al mattino, i Vespri alla sera, la Compieta prima di addormentarsi. Il nostro rapporto con Dio non potrà che essere arricchito nel quotidiano cammino verso di Lui e realizzato con maggiore gioia e fiducia“.
Concludendo il ciclo di riflessioni sui Salmi ha proposto un’articolata meditazione sul Salmo 110 (109), il componimento “messianico” per eccellenza, perché prefigura con ispirata esattezza quella che sarà la missione di Gesù sulla terra, il “Messia vittorioso, glorificato alla destra di Dio”.
Il personaggio che spicca tra le strofe del Salmo è Melchisedek, il re sacerdote di Salem, che contiene in sé quei tratti del sacerdozio regale che diverranno evidenti con la venuta di Cristo: in Lui “si attua la profezia del nostro Salmo e il sacerdozio di Melchìsedek è portato a compimento (…) E l’offerta del pane e del vino, compiuta da Melchìsedek ai tempi di Abramo, trova il suo adempimento nel gesto eucaristico di Gesù, che nel pane e nel vino offre se stesso e, vinta la morte, porta alla vita tutti i credenti”.
Benedetto XVI ha colto poi la “vera regalità” del re di Salem, che ha senso se, come Cristo, è vissuta “nel servizio e nel dono di sé”. Infatti “l’esercizio del potere è un incarico che il re riceve direttamente dal Signore, una responsabilità che deve vivere nella dipendenza e nell’obbedienza, diventando così segno, all’interno del popolo, della presenza potente e provvidente di Dio”.
In essa ha anche evidenziato un segno di grande consolazione e di speranza per l’umanità di oggi nella “battaglia permanente tra il bene e il male”. Infatti “più forte è il Signore, il nostro vero Re e Sacerdote, Cristo, perché combatte con la forza di Dio e, nonostante tutte le cose che ci fanno dubitare sull’esito positivo della storia, vince Cristo e vince il bene, vince l’amore e non l’odio”.
Gian Paolo Cassano

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