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Leva 1994

9 Gennaio 2012

OCCIMIANO – (gpc) Anche quest’anno il giorno dell’Epifania è stato scelto, come da tradizione, per i giovani diciottenni della leva del 1994, per manifestarsi alla Comunità parrocchiale e partecipando all’Eucaristia. Il prevosto, nell’Omelia, ha richiamato il senso della fede e l’impegno apostolico di testimoniarla la fede, augurando loro di crescere in una maturità di fede e tenendo fisso lo sguardo su Gesù, modellandosi su di Lui, per una piena realizzazione della propria vita.
E’ stata anche la Festa dell’Infanzia missionaria in Parrocchia offrendo al termine per la venerazione la statua del Bambino Gesù ai bambini e a tutti i fedeli.
I giovani della leva del 1994 di Occimiano (insieme ad alcuni amici di Camagna, San Maurizio di Conzano e Casale) quest’anno sono sedici, intenzionati più che mai a dare il loro positivo contributo di maturità.
Li ricordiamo: Agnese Scagliotti, Alice Gurian, Angelo Rota, Carrie Coppola, Davide Rabagliati, Francesca Carraro, Giulia Peduzzi, Giulia Scagliotti, Luca Zanellato, Matteo Leva, Mattia Todaro, Nicolas Colella, Raffaella Melloni, Riccardo Zoccola, Veronica Varzi, Ardita Osmani.
Essi si sono ritrovati per partecipare all’Eucaristia alle ore 11, in Chiesa parrocchiale, per poi recarsi, dopo l’aperitivo al Bar della Concordia, a pranzo al Ristorante “Il Moro” di Occimiano ed animando la festa della befana nel pomeriggio con i bambini e genitori.
Essi sono dati ancora appuntamento a partecipare alla festa del patrono S. Valerio domenica 22 gennaio.
gpc

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Vocazioni

3 Gennaio 2012

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La Parola di Papa Benedetto

3 Gennaio 2012

LA PAROLA DI PAPA BENEDETTO
a cura di Gian Paolo Cassano

Nell’ultima udienza generale del 2011 (mercoledì 28 dicembre) il Papa ha ripercorso gli anni giovanili di Gesù a Nazareth insieme con Maria e Giuseppe, e, ricordando come la famiglia sia “la prima scuola di preghiera”, ha invitato i cristiani a “riscoprire la bellezza di pregare insieme”. Infatti “nella famiglia i bambini, fin dalla più tenera età, possono imparare a percepire il senso di Dio, grazie all’insegnamento e all’esempio dei genitori: vivere in un’atmosfera segnata dalla presenza di Dio. Un’educazione autenticamente cristiana non può prescindere dall’esperienza della preghiera. Se non si impara a pregare in famiglia, sarà poi difficile riuscire a colmare questo vuoto”.
Questo non è avvenuto nella S. Famiglia dove specialmente Maria ha vissuto una “singolare intimità” con Dio: “alla contemplazione di Gesù nessuno si è dedicato con altrettanta assiduità di Maria”.
Che dire poi di Giuseppe di cui la Chiesa conserva un’immagine e la sostanza di una persona “fedele, costante, operosa” che “sicuramente ha educato Gesù alla preghiera, insieme con Maria”, in sinagoga al sabato o nei normali ritmi familiari ? “Così, nel ritmo delle giornate trascorse a Nazaret, tra la semplice casa e il laboratorio di Giuseppe, Gesù ha imparato ad alternare preghiera e lavoro, e ad offrire a Dio anche la fatica per guadagnare il pane necessario alla famiglia”.
In Gesù giovane il riferimento al “Padre mio” (come è raccontato nell’episodio del ritrovamento al Tempio) è “la chiave di accesso al mistero della preghiera cristiana”. E’ Lui che “ci insegna come essere figli, proprio nell’essere col Padre nella preghiera. Il mistero cristologico, il mistero dell’esistenza cristiana è intimamente collegato, fondato sulla preghiera. Gesù insegnerà un giorno ai suoi discepoli a pregare, dicendo loro: quando pregate dite ‘Padre’. E, naturalmente, non ditelo solo con una parola, ditelo con la vostra esistenza, imparate sempre più a dire con la vostra esistenza: ‘Padre’, e così sarete veri figli nel Figlio, veri cristiani”.
La benedizione di Dio sul mondo; l’ha invocata il Papa presiedendo il 1 gennaio l’Eucaristia in San Pietro, nella 45° Giornata mondiale della pace, porgendo l’augurio all’umanità perché accolga Cristo che è la vera pace: “è Lui la misericordia e la pace che il mondo da sé non può darsi e di cui ha bisogno sempre come e più del pane”.
La strada è guardare verso Maria, Madre di Dio, “che ha accolto Gesù in sé e lo ha dato alla luce per tutta la famiglia umana” dove in primo luogo maturare quell’educazione “alla giustizia e alla pace” che il Pontefice ha indicato nel suo Messaggio per questa Giornata.,
Educare oggi è “una sfida decisiva … almeno per due motivi: … in primo luogo, perché nell’era attuale, fortemente caratterizzata dalla mentalità tecnologica, voler educare e non solo istruire non è scontato, ma è una scelta; in secondo luogo, perché la cultura relativista pone una questione radicale: ha ancora senso educare?, e poi educare a che cosa?”. Si tratta di aiutarli “a sviluppare una personalità che unisca un profondo senso della giustizia con il rispetto dell’altro, con la capacità di affrontare i conflitti senza prepotenza, con la forza interiore di testimoniare il bene anche quando costa sacrificio, con il perdono e la riconciliazione. Così potranno diventare uomini e donne veramente pacifici e costruttori di pace”.
All’Angelus, ha rilevato che “i giovani guardano oggi con una certa apprensione al futuro, manifestando aspetti della loro vita che meritano attenzione, come il desiderio di ricevere una formazione che li prepari in modo più profondo ad affrontare la realtà, la difficoltà a formare una famiglia e a trovare un posto stabile di lavoro, l’effettiva capacità di contribuire al mondo della politica, della cultura e dell’economia per la costruzione di una società dal volto più umano e solidale”. Di qui la necessità di offrire loro nuove opportunità per la vita.
Ha chiesto inoltre ai responsabili delle nazioni un impegno per la pace, cosicché “cessino le guerre, le divisioni e le inimicizie tra gli uomini”, ci sia “riconciliazione e perdono nelle aree di conflitto” e “una più giusta distribuzione delle risorse della terra”. Ha affidato tutto alla “Regina della Pace” perché “ guardi con tenerezza tutti i bambini segnati dalla violenza, dalla guerra, dalle persecuzioni e che sono alla ricerca di un mondo più fraterno!”.
Gian Paolo Cassano

Telecomando

3 Gennaio 2012

TELECOMANDO
a cura di Gian Paolo Cassano

“La Chiesa altrove”. E’ questo il tema dello puntata de “LA GRANDE STORIA”, in onda il 6 gennaio su Rai tre (ore 21,05) E’ un racconto che si articola su tre pilastri: preghiera, carità e martirio, in un viaggio in giro per il mondo alla scoperta dei luoghi di pellegrinaggio più remoti, con testimoni di fede narrati da Enzo Bianchi, dal card. Ravasi, dal prof. Andrea Riccardi.
Per gli amanti della lirica domenica 8 gennaio, per il ciclo “Commedia e Comicita’” (a cura di Emanuele Garofalo) su Rai 5 (ore 9,35) segnaliamo “Lo frate ‘nnamorato” un’opera buffa poco conosciuta (in napoletano e in italiano) composta nel 1732 da Giovanni Battista Pergolesi su libretto di Gennaro Antonio Federico. La registrazione è stata effettuata al Teatro alla Scala di Milano, direttore Riccardo Muti, regia Roberto De Simone.
“La figlia del capitano”, tratto dal romanzo di Puskin va in onda in due parti su Rai Uno (lunedì 9 e martedì 10, alle ore 21,10). Ambientato nella Russia del Settecento, dove si intrecciano amore e guerra narra la storia di un giovane soldato (Primo Reggiani) arriva in una fortezza sperduta, si innamora della figlia del capitano (Vanessa Hessler) e cerca di non lasciarsi travolgere dall’assalto dei ribelli di Pugacev. La regia di Giacomo Campiotti. Nel cast, anche Ludovico Fremont e Edwige Fenech.
Gian Paolo Cassano

Un libro per te

3 Gennaio 2012

UN LIBRO PER TE
a cura di Gian Paolo Cassano

1) Un’EDITRICE CATTOLICA.
La SEI, Società Editrice Internazionale è espressione culturale della Congregazione Salesiana. La SEI rappresenta lo sviluppo della “Società per la diffusione della Buona Stampa”, fondata da Don Bosco nel 1859. La costituzione ufficiale della società risale al 1908. Giovanni Bosco (1815-1888) dedicò il suo sacerdozio all’educazione dei ragazzi, specie i più poveri e quelli abbandonati. Nel 1859 Pio IX approvò la costituzione della Società di San Francesco di Sales (i Salesiani) fondata da Don Bosco, che si diffuse in tutto il mondo. Il sistema educativo elaborato da Don Bosco e portato avanti dai Salesiani si basa sull’uso della ragione, della religione e dell’amorevolezza. I Salesiani, attraverso la SEI, si propongono di sviluppare il senso critico, estetico e morale e l’apertura verso la religione, promuovendo nei ragazzi l’assunzione di responsabilità, la retta percezione dei valori, l’apertura ai valori umani e al trascendente… Così la SEI si propone di essere attiva nel dibattito culturale, promuovendo i valori dell’umanesimo cristiano, nel recupero della memoria storica e suscitando la capacità critica. La SEI ha sede in Corso Regina Margherita, 176 - 10152 Torino - www.seieditrice.com - commerciale@seieditrice.com

2) IL LIBRO.
MICHELE FRANCIPANE, Dizionario ragionato dei santi. 11811 Santi, beati, patroni e protettori da Aaron a Zoe, 2011, Milano, Ancora, pp. 1008 (€ 29,00)
Un’opera interessantissima che potrà dare un quadro completo, ma sintetico allo steso tempo di quasi 12.000 tra santi e beati nella storia delle Chiesa. Tutto sui santi e beati della millenaria tradizione cristiana in un grande dizionario ragionato, innovativo per concezione, struttura e quantità di informazioni, in un solo volume maneggevole e di facile consultazione. Il dizionario si compone di tre parti. Innanzitutto c’è l’ agiodiario con i santi di ogni giorno, da gennaio a dicembre, con una breve biografia dei principali e i connotati essenziali degli altri. Poi è possibile ritrovare il repertorio, dove 11811 onomastici sono posti in ordine alfabetico, con giorni e mesi di ricorrenza più le varianti straniere, secolari, religiose, popolari. Infine c’è il protezionario : una rassegna completa dei patroni dei luoghi e dei protettori in arti e mestieri, salute, affari, sentimenti e amore. In appendice un glossario, la bibliografia e soprattutto un curiosario che è una vera e propria miniera di notizie onomastiche, storiche, statistiche. In esclusiva la serie dei nomi “adespoti”, ossia quelli non protetti da santi omonimi.
3) CLASSIFICA del libro cattolico così come emerge dai dati elaborati da www.rebeccalibri.it, dedicato all’editoria cattolica.

1. ERMES RONCHI, L’abbraccio di Dio, Milano, Paoline, pp. 136 (€ 15,50)
2. GIAN FRANCO RAVASI, Le parole del mattino, Milano, Mondadori, pp. 432 (€ 19,00)
3. PAOLO BROSIO, Viaggio a Medjugorje, Milano, Piemme, pp. 393 (€ 19,50)
4. Youcat, Roma, Città Nuova, 2011 pp. 256 (€ 12,99)
5. PAOLO SARTOR – ANDREA CIUCCI, A tavola von Abramo, Cinisello Balsamo (MI), San Paolo, 2011, pp. 176 (€ 18,00)
Gian Paolo Cassano

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Teatro

3 Gennaio 2012

OCCIMIANO – (gpc) Ritorna “Fa cimbreia” la compagnia teatrale occimianese che ripropone il suo spettacolo legato ai volti e alla vita del paese domenica 8 gennaio nel Salone parrocchiale (alle ore 16,00). Sarà questo l’inizio della stagione del Salone teatro occimianese.
E’ questo anche il titolo dello spettacolo; “Fa cimbreia” significa infatti “far ridere, stare in allegria”. Lo spettacolo (composto da scenette e schetch) abilmente presentati da Monica Deambrosis) vede la regia Leandro Negri.
Con il nuovo anno poi partirà il tesseramento del Circolo cinematografico “don Alberione” per la gestione e la vita del Salone parrocchiale.
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Suore

3 Gennaio 2012

OCCIMIANO – (gpc) E’ arrivata Mère Catherine Agnès Yawa Eban Makafui Mobu, la nuova Madre generale delle Suore dell’Istituto N. S. della Chiesa” che da quasi due anni assicurano una preziosa presenza e di servizio educativo nella parrocchia di Occimiano.
In questi giorni la Madre, accompagnata da suor Bertille Nayo, fino ad ora superiora della comunità occimianese, ma ora nuova vicaria generale della Congregazione, è in visita ad alcune comunità dell’Istituto in Francia ed in Germania. A metà gennaio sarà nuovamente ad Occimiano, partecipando alla festa del S. Patrono (San Valerio)
Con lei dal Togo è giunta Valerie Ame Agbotro. Insieme con suor Françoise Thérèse Dogboe (proveniente dalla Comunità di Monsummano Terme) e con suor Béatrice Romaine Badagbon (riconfermata) formano la nuova rinnovata comunità.
gpc

Foto: da sin; la madre generale, suor Bertilla, suor Valeria

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Peregrinatio

3 Gennaio 2012

OCCIMIANO – (gpc) Continua il cammino della Peregrinatio Mariae”, la bella iniziativa promossa dall’Azione Cattolica diocesana (in collaborazione con il Santuario diocesano) del 1650° anno dell’arrivo della prima immagine a Crea da parte di S. Eusebio. E’ anche l’anno dell’educazione alla fede nel camino diocesano e per l’associazione l’anno della fede e della cura dell’interiorità.
Durante tutto il periodo natalizio la statua è rimasta nella parrocchia occimianese, con una serie differenziata di iniziative, a cominciare dal Rosario, recitato quotidianamente mezz’ora prima della Messa feriale. Subito dopo Natale è stata portata alla casa di riposo, celebrando l’Eucaristia con un particolare atto di affidamento mariano.
Nei giorni successivi è rimasta in Oratorio, dove è stato possibile fermarsi pregando con la comunità delle Suore dell’Istituto N. S. della Chiesa ed una Veglia per i giovani (28 dicembre). Venerdì 30, nella festa della S. Famiglia c’è stata una fiaccolata dall’Oratorio alla Chiesa con la preghiera del rosario con e per le famiglie, mentre sabato nel pomeriggio c’è stata una speciale preghiera per i bambini “visitando” con Maria tutti i luoghi che ha raggiunto.
Così la presenza mariana è stata evidenziata nelle ricorrenza delle nascita del servo di Dio padre Bonaventura e lo sarà con l’adorazione nelle vigilia dell’Epifania, e nella speciale indicazione missionaria della festa.
Sabato prossimo 7 gennaio poi ci sarà la conclusione con il passaggio alla Parrocchia di Ticineto.
L’iniziativa si rivolge non solo alle Parrocchie dove è presente l’AC, ma anche a tutte le altre, perché, pellegrini con Maria verso Cristo nostra meta, possiamo imparare ad essere accoglienti e generosi per vivere la fede in questo tempo amando la vita…
I moderatori UP riceveranno indicazioni dettagliate sulla modalità d’attuazione. Ci si può rivolgere alla Presidente Anna Maria Figazzolo (0142.809267) o a Giuse Vanotti (0142.63315).
gpc

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Celebrazioni Natalizie

3 Gennaio 2012

OCCIMIANO – (gpc) Anche quest’anno si è rinnovato il presepe in Chiesa parrocchiale, allestito, secondo i canoni della tradizione, realizzato da Simone Cia, Carla e Michela Debernardi, collocato nei pressi del Presbiterio.
In preparazione al Natale giovedì 22 dicembre si è rinnovato l’appuntamento della S. Messa natalizia per gli studenti della scuola primarie e secondaria di primo grado, accompagnati dai loro docenti e presieduta dal prevosto che ha tenuto l’omelia.
Nella notte di Natale poi gli amici della Pro Loco, fedeli alla tradizione, hanno offerto, come ogni anno, al termine della S. Messa di Mezzanotte, il vin brulè con cioccolata calda e panettone.
In preparazione alla 45° Giornata mondiale della pace si è rinnovata la proposta della Veglia in Chiesa (Cappella dell’Immacolata) alle ore 22,00 del 31 dicembre, meditando e pregando il messaggio del Papa per la Pace.
In occasione del 303° anniversario della nascita del servo di Dio fra’ Bonaventura da Occimiano mercoledì 4 gennaio, è stata programmata la celebrazione delle Lodi e l’Eucaristia, richiamandosi alla figura del servo di Dio fra’ Bonaventura. Ricordiamo come sia a disposizione in Libreria (ma anche in Parrocchia ad Occimiano e nei Conventi dei Cappuccini) il libretto divulgativo della vita “Padre Bonaventura da Occimiano: un ‘santo’ del settecento per i nostri giorni”; è possibile inoltre visitare il sito www.padrebonaventura.it.
Nel giorno dell’Epifania i giovani diciottenni si presenteranno alla comunità ed animeranno poi la festa nel pomeriggio (nel salone parrocchiale) legata all’infanzia missionaria e alla befana.
gpc

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La Parola di Papa Benedetto

27 Dicembre 2011

LA PAROLA DI PAPA BENEDETTO
a cura di Gian Paolo Cassano

“Il Natale nel suo senso più vero, quello sacro e cristiano”, non può essere assorbito “dagli aspetti esteriori”, in modo tale che “anche la nostra gioia non sia superficiale, ma profonda”. Lo ha insegnato il Papa nell’Udienza di mercoledì 21 dicembre.
Ma come si fa a cogliere oggi questa profondità del Natale? Certamente partendo dal fatto storico di Gesù di Nazareth, il Dio “che non solo ha parlato all’uomo”, ma “si è fatto uomo”. E poi, essendo attenti ai segni della liturgia che “indicando che Gesù nasce ‘oggi’ … non usa una frase senza senso, ma sottolinea che questa Nascita investe e permea tutta la storia (…) A noi credenti la celebrazione del Natale rinnova la certezza che Dio è realmente presente con noi, ancora ‘carne’ e non solo lontano: pur essendo col Padre è vicino a noi, in quel Bambino nato a Betlemme, si è avvicinato all’uomo: noi Lo possiamo incontrare adesso, in un ‘oggi’ che non ha tramonto”. Richiamando l’attenzione sull’aspetto “pasquale” insito all’evento di Betlemme (“Natale e Pasqua sono entrambe feste della redenzione”) ha anche parlato della sua bellezza.
“Nel Natale – ha concluso - noi incontriamo la tenerezza e l’amore di Dio che si china sui nostri limiti, sulle nostre debolezze, sui nostri peccati e si abbassa fino a noi (…) Il Figlio di Dio nasce ancora ‘oggi’, Dio è veramente vicino a ciascuno di noi e vuole incontrarci, vuole portarci a Lui. Egli è la vera luce, che dirada e dissolve le tenebre che avvolgono la nostra vita e l’umanità”.
Nella notte di Natale Benedetto XVI ha invitato a guardare oltre “la festa dei negozi, il cui luccichio abbagliante nasconde il mistero dell’umiltà di Dio, la quale ci invita all’umiltà e alla semplicità” e a “riconoscere Dio nella fede”. Dio è buono e questa è “la consolante certezza che ci viene donata a Natale”. Così in un mondo “continuamente minacciato dalla violenza in molti luoghi e in molteplici modi, in cui ci sono sempre di nuovo bastoni dell’aguzzino e mantelli intrisi di sangue, gridiamo al Signore: Tu, il Dio potente, sei apparso come bambino e ti sei mostrato a noi come Colui che ci ama e mediante il quale l’amore vincerà. E ci hai fatto capire che, insieme con Te, dobbiamo essere operatori di pace”.
All’Angelus di Natale (con gli auguri in varie lingue e la benedizione Urbi et Orbi) ha invocato il soccorso divino per le popolazioni più sofferenti in questo periodo per carestie, conflitti sociali, guerre. Al “grido dell’uomo di ogni tempo, che sente di non farcela da solo a superare difficoltà e pericoli”, che “ha bisogno di mettere la sua mano in una mano più grande e più forte, una mano che dall’alto si tenda verso di lui”, Gesù è “la mano che Dio ha teso all’umanità, per farla uscire dalle sabbie mobili del peccato e metterla in piedi sulla roccia, la salda roccia della sua Verità e del suo Amore.” Questa consapevolezza “ci pone già – ha osservato il Papa - nella giusta condizione, ci mette nella verità di noi stessi” poiché è “Lui è il medico, noi i malati. Riconoscerlo, è il primo passo verso la salvezza, verso l’uscita dal labirinto in cui noi stessi ci chiudiamo con il nostro orgoglio”.
Nel giorno di S. Stefano, all’Angelus, ha parlato del sacrificio di tanti cristiani vittime della violenza in Nigeria, chiedendo che “si fermino le mani dei violenti, che seminano morte e nel mondo possano regnare la giustizia e la pace.” Ancora una volta ha voluto “ripetere ancora una volta con forza: la violenza è una via che conduce solamente al dolore, alla distruzione e alla morte; il rispetto, la riconciliazione e l’amore sono l’unica via per giungere alla pace”. Così oggi, “come nell’antichità … la sincera adesione al Vangelo può richiedere il sacrificio della vita e molti cristiani in varie parti del mondo sono esposti a persecuzione e talvolta al martirio. Ma, ci ricorda il Signore, chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato”.
Perciò i martiri, come S. Stefano, sono “maestri di vita, … silenziosi messaggeri” della Verità fondata sull’amore poiché “la vera imitazione di Cristo è l’amore, che alcuni scrittori cristiani hanno definito il ‘martirio segreto’. A tale proposito, san Clemente di Alessandria scrive: ‘Coloro che mettono in pratica i comandamenti del Signore gli rendono testimonianza in ogni azione, poiché fanno ciò che Egli vuole e fedelmente invocano il nome del Signore’ (Stromatum IV, 7,43,4: SC 463, Paris 2001, 130).
Gian Paolo Cassano