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NESSUNO NE PARLA (O QUASI)

NESSUNO NE PARLA (O QUASI)
news quasi sconosciute
a cura di Gian Paolo Cassano

Mercoledì 24 agosto è stato firmato a L’Avana uno storco accordo di pace tra governo e Farc, le Forze armate rivoluzionarie) e che verrà sottoposto a referendum popolare il prossimo 2 ottobre.
Dopo 50 anni di scontri e 4 di negoziato, l’accordo pone fine all’ultima grande guerriglia dell’America Latina. Si pone fine così ad un conflitto che ha provocato 300,000 morti e 7 milioni di profughi
Tra i punti centrali dell’accordo di L’Avana ci sono il cessate-il-fuoco; la consegna delle armi da parte delle Farc in cambio della loro  trasformazione in un movimento legale, la creazione di una commissione speciale per sostenere la riconciliazione nazionale, il risarcimento per le vittime e l’istituzione di un tribunale speciale per perseguire e punire i responsabili dei crimini commessi durante il conflitto armato. Al riguardo la Conferenza episcopale della Colombia (Cec) guarda all’accordo con speranza, accogliendo “l’opportunità che si apre ora di porre fine al conflitto armato che ha segnato la storia del nostro Paese per oltre 50 anni”.
E’’ necessario spiegare alla gente il senso dell’accordo “in modo che tutti possano capirne la portata e prepararsi, così, a partecipare consapevolmente al referendum”; di qui l’esortazione dei vescovi colombiani ai politici, alle organizzazioni civili, ai mass media e all’intera società per “promuovere una riflessione serena” sulla consultazione popolare, “in un clima di dialogo e di rispetto, sempre animato dall’impegno per la costruzione della pace e in favore del bene del Paese”.
Tutti i cattolici, inoltre (diocesi, parrocchie, congregazioni religiose, seminari, gruppi e comunità ecclesiali) vengono invitati a “intensificare la preghiera per la pace nel Paese ed a discernere la luce della Parola di Dio nel cammino che porta ad essere operatori di pace”. Un ultimo appello viene rivolto a tutti gli uomini e le donne “di buona volontà”, affinché “raccolgano la sfida di contribuire al superamento di ogni forma di violenza ed a lavorare, uniti, alla costruzione di una Colombia riconciliata ed in pace”.
Gian Paolo Cassano

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